Bonus mobili 2026 per condomini: requisiti e limiti con ristrutturazioni in corso

Bonus mobili 2026 per condomini: requisiti e limiti con ristrutturazioni in corso

Franco Vallesi

Gennaio 24, 2026

Quando si decide di rimettere a nuovo le parti comuni di un condominio, spesso spunta il dubbio: si può approfittare del bonus mobili? Parliamo di un incentivo fiscale che offre una detrazione Irpef pari al 50%. Chi punta ad acquistare arredi o grandi elettrodomestici per gli spazi condivisi potrebbe trarne vantaggio. Il nodo sta nel capire quando, effettivamente, il bonus si applica nei condomini, quali lavori rientrano e quali acquisti si possono detrarre. Capire bene questi dettagli – ecco, quello sì che non è da sottovalutare – evita brutte sorprese durante la pratica.

Il bonus mobili in condominio: quando si può utilizzare e quali interventi lo giustificano

Il bonus mobili nasce come agevolazione strettamente connessa a interventi di recupero edilizio, sia nelle singole unità abitative, sia nelle aree comuni degli edifici. Nei condomini, però, per accedere al beneficio bisogna intervenire con opere riconosciute come manutenzione straordinaria. Un esempio? Mettere su un ascensore nuovo o sostituire scale di sicurezza e infissi esterni. Anche certi lavori di manutenzione ordinaria, tipo ridipingere le pareti, rifare i pavimenti, cambiare gli infissi, o riparare i cancelli, possono rientrare nel discorso. Ma – va detto – certi interventi sono esclusi, come quelli fatti solo per prevenire atti illeciti, o la costruzione di box auto privati adiacenti. Inoltre, se i lavori sono già coperti da altri incentivi, come il Ecobonus o quelli per il restauro conservativo, il bonus mobili perde di validità.

Bonus mobili 2026 per condomini: requisiti e limiti con ristrutturazioni in corso
Bonus mobili 2026 per condomini: requisiti e limiti con ristrutturazioni in corso – esseessecostruzioni.it

Da non dimenticare che la spesa deve riguardare le parti comuni del condominio: fondamenta, tetto, scale, corridoi, cortili, facciate, ascensori – tutto ciò che il Codice Civile identifica come tali. La detrazione è valida solo per gli arredi che migliorano l’uso funzionale di queste aree, insomma quelli destinati alla fruizione condivisa. Qui si gioca la partita: l’acquisto deve essere legato a queste zone, altrimenti addio agevolazione.

Come funziona il bonus mobili in condominio: importi, acquisti ammessi e documentazione necessaria

Il meccanismo del bonus mobili prevede una detrazione del 50% sulle spese effettuate, ma con un tetto massimo fissato sui 5.000 euro per il 2026. Si parla di acquisti di mobili nuovi e elettrodomestici di grandi dimensioni – quelli che rispettano certi standard minimi di efficienza energetica. Puoi prendere in considerazione cucine, armadi, tavoli, sedie, insieme a frigoriferi, forni, lavatrici, purché abbiano le classificazioni energetiche richieste. Non solo: anche le spese per trasporto e montaggio sono comprese, ma serve una condizione non da poco – i pagamenti devono essere tracciabili (bonifico bancario o carte di credito/debito), altrimenti non si vive di bonus.

Al centro della scena c’è l’amministratore di condominio. Sta a lui organizzare i pagamenti, conservare tutte le carte fiscali e tecniche, e rilasciare un documento che attesta le spese ripartite tra i condomini. Senza questa certificazione? Niente detrazione in dichiarazione dei redditi. Va ricordato che il bonus riguarda gli acquisti per le parti comuni, non certo quelli delle singole case.

Normative e adempimenti per ottenere il bonus mobili nei condomini

Per mettere la testa a posto con la detrazione, i pagamenti vanno fatti con metodi tracciabili – così si dimostrano le spese. Anche il finanziamento rateale è ammesso, a patto che la società finanziaria rispetti le modalità di pagamento previste per legge. Da conservare ci sono fatture o scontrini fiscali, che devono riportare il codice fiscale dell’acquirente – dettaglio spesso trascurato, ma indispensabile per l’agevolazione.

Una nota a margine: per gli elettrodomestici agevolati, come frigoriferi e lavatrici, dal 2018 si richiede una comunicazione all’ENEA. Anche se la comunicazione arriva in ritardo o manca, il diritto alla detrazione resta intatto, ma sappiate che aumentano i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate o dei centri fiscali.

La trasparenza in tutto l’iter – dalla progettazione, ai lavori, agli acquisti – deve essere garantita dall’amministratore. Così si evita che si creino problemi o discussioni in assemblea. Un esempio: acquistare una panca per l’ingresso del condominio può godere del bonus solo se inserita in un contesto più ampio di lavori certificati e riconosciuti regolarmente. Altrimenti, niente.

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