Valorizzare un appartamento di 98 mq con design nordico e spazi aperti in un contesto d’epoca

Valorizzare un appartamento di 98 mq con design nordico e spazi aperti in un contesto d’epoca

Franco Vallesi

Gennaio 23, 2026

Nel centro di Torino, si trova un appartamento di 98 metri quadrati che racconta bene come un progetto moderno possa convivere con le sfide di un edificio storico. Ogni dettaglio è curato – sembra quasi fatto su misura per un giovane chef che ci abita. Qui, funzionalità e comfort si bilanciano con naturalezza. Le difficoltà strutturali ci sono, chiaramente: muri portanti antichi e rigidi. Ma il focus è tutto sulla luminosità e la fluidità degli ambienti, sfruttando ogni raggio di luce naturale e le caratteristiche architettoniche del primo piano, che sono davvero un valore aggiunto.

Se guardiamo la facciata, notiamo subito il restauro attento che ha mantenuto integro il carattere storico dell’edificio. Dentro, invece, si è optato per uno stile sobrio e accogliente – niente esagerazioni. Lo spazio è organizzato con cura: la cucina open space diventa il cuore vivo della casa, mentre le zone notte offrono pace e intimità. Chi vive in città sa bene quanto sia rara e preziosa una casa così, ben studiata dentro un contesto storico importante.

Questa esperienza evidenzia una cosa: adeguare interni storici non significa sminuire il valore dell’abitare, anzi, spesso spinge a trovare soluzioni che valorizzano la struttura originale, riportandola in vita senza sconvolgerla.

La struttura e la distribuzione degli spazi

L’appartamento si sviluppa su una pianta stretta e lunga, tipica delle abitazioni storiche di Torino. Probabilmente, frutto della fusione di diversi ambienti originari. I limiti strutturali sono evidenti soprattutto per i muri portanti in cemento armato, spessi e inamovibili, che tagliano la casa da parte a parte.

Valorizzare un appartamento di 98 mq con design nordico e spazi aperti in un contesto d’epoca
Ampio locale in stile d’epoca non ancora valorizzato, con pareti danneggiate e infissi da restaurare, in attesa di ristrutturazione. – esseessecostruzioni.it

Per affrontare questa sfida, si è intervenuti principalmente sull’ingresso e sul bagno antistante: posizionamenti e accessi sono stati ripensati, per migliorare l’uso degli spazi. La sequenza degli ambienti principali segue ancora il modello tradizionale delle case ottocentesche – uno schema che, a prima vista, potrebbe sembrare rigido ma che qui è stato rivisitato per separare nettamente zona giorno e zona notte.

Nella zona giorno troviamo un open space funzionale dove soggiorno, cucina e zona pranzo si susseguono in modo lineare. Non ci sono muri a dividere, ma arredi ben studiati: l’isola della cucina, un grande tavolo in noce e un divano con schienale alto – elementi che definiscono gli spazi senza chiuderli, creando un ambiente arioso più che altro.

Da segnalare la balconata lunga ben 16 metri quadrati – profonda quasi un metro: un raro privilegio per una casa in un contesto storico. Protetta e accessibile da più stanze, questa sorta di oasi esterna amplifica la zona giorno e regala un po’ di respiro nell’affollamento urbano – un dettaglio che fa la differenza.

Materiali, arredi e tecnologia

Il punto focale resta la zona giorno, dove la funzionalità dialoga con un’atmosfera equilibrata. Il design nordico, con le sue linee pulite e materiali naturali, ispira la scelta di arredi contemporanei mescolati a qualche presente scandinavo degli anni Sessanta. La palette è neutra: bianco alle pareti, parquet in rovere disposto in modo da creare continuità visiva lungo tutto l’ambiente.

I colori? Pochi e calibrati: tonalità verdi e rosse qui e lì, senza mai appesantire. Il tavolo da pranzo in noce massiccio può ospitare dieci persone senza problemi, mentre la cucina si distingue per un design essenziale – pensili assenti, colonne pulite e quasi 4 metri di soffitto che danno senso di volume.

Attenzione alla tecnologia: la cucina monta un piano cottura a induzione da 90 cm, con una cappa telescopica motorizzata che si nasconde quando non serve. Soluzione pratica e senza fronzoli, proprio come piace a chi cucina spesso.

Le zone di servizio sono state ripensate: l’ingresso funge da filtro tra area tecnica e spazio giorno. Il bagno si articola ora in tre ambienti – antibagno, lavanderia e zona doccia-WC – tutti con materiali sobri come il gres a effetto pietra leccese, belli e semplici da mantenere, e soprattutto luminosi.

La camera da letto ha uno stile minimalista, con elementi vintage scandinavi in legno scuro e tessuti blu-verdi che riscaldano senza appesantire. Per lo studio si è pensato a una protezione flessibile, che si trasforma in zona ospiti quando serve: un’occhiata pratica su come cambiano le esigenze.

Il secondo bagno: doccia ampia incassata in una nicchia piastrellata con mosaici verdi disposti a “brick”. Un ribassamento in cartongesso – un dettaglio non da poco – definisce con eleganza gli spazi, senza rinunciare all’aria aperta.

Infine, i serramenti sono tutti apribili, verniciati in verde pastello: le ante si chiudono a libro da entrambi i lati, permettendo aerazione e praticità senza rinunciare a un tocco estetico curato. Anche il parquet originale è stato conservato, elemento che aggiunge valore e continuità storica all’abitazione – un colpo d’occhio emozionante.

Insomma, anche dentro un edificio storico con vincoli corposi, si può progettare una casa che mescoli innovazione e confort, rispettando tradizioni e bisogni contemporanei. Alla fine, la cosa più bella è che la casa diventa davvero un riflesso autentico di chi la abita.

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