Dal 2027, cambiare da soli la batteria di uno smartphone potrebbe non essere più una scelta, ma una regola valida in tutta l’Unione Europea. I produttori saranno obbligati a progettare dispositivi con batterie rimovibili, accessibili con utensili semplici o magari forniti insieme al telefono. L’intento va ben oltre la praticità: la chiave è migliorare davvero la sostenibilità ambientale e allungare la vita dei dispositivi. Oggi il look elegante degli smartphone – con funzioni incastonate – rende la sostituzione della batteria un’impresa, spesso impossibile senza un tecnico specializzato.
Qualcuno ha già pensato a una via di mezzo tra estetica moderna e facilità di manutenzione. Un colosso hi-tech ha depositato un brevetto che ingloba un chassis metallico per la batteria, che protegge dagli urti, torsioni e altri “stress” meccanici senza incollarla direttamente come al solito. Insomma, non si torna alle cover sganciabili antiquate, ma si evita anche di sigillare tutto fino a renderlo irremovibile, il che è un dettaglio non da poco.
Nel brevetto, il telaio metallico usa meccanismi meccanici molto affidabili per tenere ferma la batteria, ma con la possibilità di rimuoverla senza dover usare colle ultra resistenti o aprire scocche sigillate. La manutenzione più semplice, ecco un aspetto che – fino ad oggi – in pochi hanno valorizzato a dovere. Qui, riparare diventa sinonimo di maggiore sicurezza e durata senza dover rinunciare al design moderno.
Un nuovo equilibrio tra estetica e funzionalità
Le regole europee stanno cambiando parecchio il modo in cui si pensano gli smartphone. Sino a poco fa, il punto fermo era ottimizzare la produzione e mantenere un look minimale, con batterie fissate in modo permanente. Il risultato? Telefoni molto compatti e impermeabili, grazie alle colle industriali usate senza sosta e ai case integrati, ma la batteria è quasi impossibile da sostituire senza affidarsi a centri specializzati.

Dalle parti di Milano, per dire, molti utenti ormai rinunciano a sostituire la batteria perché i costi sono alti o l’operazione è complicatissima. E qui casca l’asino: il fenomeno della obsolescenza programmata che le norme vogliono combattere è tutt’altro che banale. Il progetto punta a bilanciare bene un design sottile e al tempo stesso una manutenzione agevole, mantenendo la compatibilità con la ricarica wireless e un aspetto piacevole, tutto in sezione unibody.
La cosa interessante? Quel brevetto potrebbe valere oltre gli smartphone: pieghevoli, tablet, laptop, perfino smart wearable. In sostanza, rendere la batteria accessibile e sostituibile con facilità — un passo avanti per la sostenibilità a 360 gradi. Chi ha usato device per qualche anno sa bene come le batterie perdano efficienza nel tempo – e poterle cambiare in un lampo sarebbe davvero un vantaggio.
Riparabilità come risposta alle nuove regole europee
Quel brevetto non garantisce certo che vedremo sul mercato un prodotto bello e pronto domani mattina, ma rappresenta un segnale chiaro di cosa bolle in pentola per rispettare le nuove norme. Le direttive in arrivo chiedono che qualsiasi apparecchio elettronico con batteria interna possa essere aperto e aggiornato anche da persone senza competenze particolari, ma senza rischi.
Prima, si usavano incollaggi potentissimi per chiudere i telefoni in modo impermeabile e compatto, ma aprirli era un’odissea costosa. Ora c’è un’inversione: il progetto parla di un telaio metallico con meccanismi meccanici a blocco e sblocco, che tengono la batteria stabile ma la lasciano rimovibile. Una svolta.
Non si parla solo di comodità: questa strada rende la manutenzione più agevole, riduce i rifiuti elettronici e fa durare di più i dispositivi. Nelle grandi città, e poi – diciamolo – anche in molte altre zone, capita spesso di dover sostituire la batteria e per farlo serve una mano esperta, con costi notevoli. Così la gente finisce per comprare un nuovo smartphone quando basterebbe un pezzo di ricambio. Visto il conto alla rovescia per le regole, molte aziende stanno accelerando per adeguarsi. I consumatori? Stanno iniziando a prepararsi. La riparabilità diventerà sempre più una parola d’ordine.
