Chi si mette a rinnovare un bagno spesso non lo fa per un guasto improvviso, ma più per dare freschezza a uno spazio che col tempo sembra un poā datato. Basta guardare chi compra casa, anche se in buone condizioni, per capire: quasi sempre si trova a dover mettere mano proprio al bagno, che ĆØ lāambiente più soggetto alle mode del momento e ai materiali ormai passati. Piastrelle, rivestimenti e sanitari cambiano cosƬ in fretta che il bagno resta tra gli ambienti più rimaneggiati, e tutto senza toccare la struttura.
Scegliere le finiture diventa allora una tappa chiave in ogni ristrutturazione: dal semplice relooking a un restyling più sostanzioso si aprono tante possibilitĆ per rinfrescare lāestetica e la funzionalitĆ del bagno. Piastrelle bianche o materiali neutri si prestano a interventi facili e frequenti, mentre piccoli dettagli come rubinetti e specchi si rivelano spesso la carta vincente per cambiare volto allāambiente con poco sforzo. Ć un fatto ricordato da molti tecnici del settore: anche le piccole cose fanno la differenza e raccontano lāidentitĆ dello spazio.
Quanto durano i lavori? Se si lascia tutto come agli inizi ā impianti al loro posto e sanitari non datati ā possiamo ragionare su un paio di settimane. Ma nella pratica, almeno un mese ĆØ quel che serve: problemi con le forniture, tipo i rubinetti a incasso in ritardo, sono più frequenti di quanto si pensi e bloccano il flusso. Chi vive in cittĆ ā magari dalle parti di Milano o Roma ā sa bene quanto conti una pianificazione attenta, soprattutto se il bagno resta in uso. La demolizione va gestita con cura, mai partire a caso; serve la certezza che ogni tappa si incastri bene con la successiva.
Il primo passo: demolizioni e ripensare gli spazi
Quando il bagno cambia faccia completamente, demolire ĆØ dāobbligo. Un esempio? Un ambiente funzionale, sƬ, ma ormai da tempo superato, ĆØ stato rifatto da capo. La prima scelta importante? Spostare la porta, fino a quel momento affacciata sul corridoio, spostandola nella camera da letto per trasformare il bagno in un en-suite, favolosa soluzione per case moderne con più servizi. Ha cambiato molto la percezione dello spazio e la privacy, comāera prevedibile.

Il progetto ha previsto anche una doccia ampia, a filo pavimento, senza il solito box: lāacqua rimane allāinterno grazie a un basso muretto, come nelle spa di lusso. Addio water con cassetta esterna, qui si ĆØ passati a un modello incassato nella parete perchĆ© ā non lo diciamo noi, ma ogni tecnico ā migliora sia lāestetica sia la praticitĆ . Demolizioni? Piastrelle, sanitari, apertura nuova per la porta: niente ĆØ stato lasciato al caso e proteggere pavimenti e mobili ā con pellicole apposite ā ha richiesto impegno. Chi abita in cittĆ sa cosa significa: fase delicata, occorre organizzazione sopraffina per evitare danni.
Spostare attacchi e scarichi ha richiesto un rifacimento completo degli impianti idraulici. Tecnici e muratori hanno fatto squadra, assicurando la pendenza giusta e una funzionalità senza difetti. Montare la cassetta incassata è stato un vero banco di prova: in vecchie costruzioni, con pareti sottili circa 10 cm, sono serviti rinforzi per non rischiare cedimenti. Il risultato? Un bagno più comodo, più facile da pulire e con un aspetto moderno, che non guasta mai.
Materiali, scelte pratiche e dettagli di stile
Il cuore della trasformazione ĆØ stata la doccia, con piatto in resin stone: effetto pietra, resistente e antiscivolo. Lo trovate in varie forme e spessori, cosƬ si può posare sia appoggiato che a filo pavimento, opzione questāultima indispensabile per chi cerca accessibilitĆ completa. La scelta di un basso muretto al posto del box in vetro? Scelta azzeccata: evita fastidiosi problemi di pulizia e protegge la privacy meglio del vetro, che magari riflette tutto.
Per il pavimento e le pareti della doccia sono state scelte grandi lastre di ardesia verde, materiale naturale che dĆ un tocco sobrio, elegante ma allo stesso tempo originale. Le piastrelle, un mix di forme esagonali e rettangolari (30×60 cm), sono state posate alternando due tonalitĆ , per un gioco di colori molto interessante e lontano da qualsiasi monotonia. Il lavoro? Posa con distanziatori autolivellanti, fughe quasi invisibili ā dettaglio non da poco ā e poi impermeabilizzante, che in bagno non può mai mancare, soprattutto in stanza umidissima come questa.
Il mobile lavabo? Costruito in muratura e fatto con materiali semplici ma efficaci: mattoni forati, intonaco e finitura in resina. Sopra, un piano su misura per un lavabo in travertino dalle forme morbide e lineari. Bello, vero? Così si valorizza il lavabo, e sotto la finestra si è ricavata una mensola aperta davvero utile per tenere tutto a portata di mano.
Le pareti non rivestite? Trattate con smalto allāacqua su fondo liscio, color corda chiaro, mentre quella dietro il lavabo fa da protagonista con un verde bosco deciso che dĆ profonditĆ allo spazio. La pittura ĆØ traspirante e aiuta a limitare muffe, problema frequente in bagni meno ventilati, specie nelle case di cittĆ dove lāaria non circola benissimo.
Qualche tocco finale legato allāilluminazione e agli accessori non va sottovalutato: lampade a sospensione effetto cemento allargano la luce intorno al lavabo, mentre uno specchio con cornice dorata rompe la monotonia cromatica con eleganza soft. Un dettaglio che non ti aspetti? Una piccola scultura ā usata come porta salviette ā aggiunge un tocco etno-chic che dialoga perfettamente con il resto. Insomma, un bagno nato per necessitĆ , ma cresciuto con cura e precisione, ogni scelta pensata con attenzione.
