Ogni volta che inizia un nuovo anno fiscale, molte famiglie si trovano a dover prendere una decisione importante sul proprio bilancio domestico: evitare che il canone tv venga addebitato automaticamente sulla bolletta elettrica. Chi non possiede un televisore, insomma, deve stare molto attento alle scadenze per non ritrovarsi a pagare una tassa che, in realtà, non lo riguarda. In pratica, chi ha un’utenza elettrica a proprio nome e non possiede un apparecchio tv deve presentare una specifica dichiarazione sostitutiva entro termini precisi, così da annullare il canone relativo all’intero anno. Si tratta spesso di dettagli poco conosciuti, o non del tutto chiari – eppure capaci di fare una differenza notevole nella spesa finale.
La normativa c’è ed è abbastanza chiara, però spesso gli utenti si trovano confusi. Lo raccontano tecnici e addetti ai lavori, che segnalano difficoltà diffuse nel comprendere le regole e i tempi giusti per inviare la richiesta. La dichiarazione deve arrivare entro il 31 gennaio, così da evitare l’addebito sul canone relativo a tutto il 2026; chi la presenta più tardi, ma comunque entro il 30 giugno, ottiene l’esonero solo per il secondo semestre. I nuovi intestatari, invece, devono fare domanda entro un mese dall’attivazione del contratto, così da non pagare la tassa fin da subito. Un particolare che spesso passa inosservato, soprattutto in contesti urbani o piccoli centri, dove le pratiche burocratiche si allungano.
Come funziona la richiesta di esonero e a chi si rivolge
La procedura di esonero riguarda solo chi non ha un televisore in nessuna delle abitazioni collegate a un’utenza elettrica intestata a proprio nome. In sostanza, si parla dell’intero nucleo familiare anagrafico. Per inviare la domanda serve compilare il modello ufficiale messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate: in particolare, si usa il quadro A per dichiarare che non ci sono apparecchi tv nelle case interessate. Anche gli eredi possono fare un’autodichiarazione per un defunto, segnalando che nell’abitazione non è presente un televisore. Un mezzo formale importante, spesso sottovalutato dagli utenti.

La dichiarazione si può mandare in modi diversi: dal portale web dell’Agenzia, con accesso all’area riservata; oppure tramite intermediari come Caf o professionisti; ancora, via posta elettronica certificata (Pec). Si può anche spedire con raccomandata, allegando però una copia di un documento d’identità valido. E qui c’è il dettaglio da non perdere: se si usa la Pec, la dichiarazione deve essere firmata digitalmente per rispettare la legge – un passaggio che non tutti conoscono, lo si scopre solo in fase di invio.
Vale la pena ricordare che l’esonero non viene concesso in automatico, nemmeno se un altro componente della famiglia ha già pagato il canone tramite bolletta. Se un altro membro del nucleo famigliare sostiene la spesa, chi presenta domanda deve compilare il quadro B del modello, inserendo il codice fiscale della persona che paga e la data da cui si fa parte dello stesso nucleo anagrafico. Questo dettaglio incide direttamente sull’importo da versare. Nei contesti urbani, dove spesso convivono persone diverse sotto lo stesso tetto, è un aspetto che fa la differenza.
I cambiamenti durante l’anno e le scadenze per mantenere l’esonero
Le condizioni per ottenere l’esonero possono cambiare nel corso dell’anno. Chi, per esempio, compra un televisore o modifica la composizione del nucleo familiare deve aggiornare la dichiarazione, compilando il quadro C. A partire da lì, il canone verrà addebitato dalla data in cui la comunicazione è stata inviata – un dettaglio non da poco, perché impedisce richieste di arretrati. Spesso si vede che questa fase non viene seguita bene.
Se si vuole mantenere valido l’esonero, serve inviare ogni anno la dichiarazione aggiornata. Le scadenze fondamentali vanno dal 1° luglio fino al 31 gennaio dell’anno successivo, così da ottenere lo sgravio per l’intero anno. Chi invia la domanda tra il 1° febbraio e il 30 giugno avrà diritto all’esonero solo per il secondo semestre. C’è da ammettere che questa cosa è spesso dimenticata, ma fa la differenza sul periodo di applicazione del beneficio. Chi vive nelle città italiane lo sa bene: tenere d’occhio queste scadenze evita brutte sorprese in bolletta.
Dai grandi centri urbani con molte utenze domestiche arriva anche un senso di responsabilità civica legato a questa procedura. Ecco perché leggere con attenzione le indicazioni e non rimandare troppo la domanda ha una sua importanza. Anche se può sembrare una scocciatura burocratica in più, rappresenta un passaggio indispensabile per tutti quelli senza televisore che vogliono evitare costi inutili, rivendicando un diritto previsto dalla legge.
