Gennaio fa aumentare i consumi del riscaldamento senza cambiare le abitudini di casa

Gennaio fa aumentare i consumi del riscaldamento senza cambiare le abitudini di casa

Franco Vallesi

Gennaio 18, 2026

Gennaio porta con sé le temperature più rigide della stagione e, per molti italiani, anche una spesa maggiore sulla bolletta del riscaldamento. Spesso, però, senza aver modificato gli usi di casa. Il colpevole non è soltanto il freddo intenso, anche se incide molto: contano diversi fattori che – un po’ nascosti – pesano sull’efficienza degli impianti e sul consumo energetico. Nelle regioni del Centro e del Nord, dove il gelo si fa sentire più a lungo, questa situazione è ancora più evidente, influenzando il comfort domestico più di quanto si pensi.

Chi abita in città, o in edifici datati, sa bene cosa vuol dire sentire il freddo dentro le mura, anche se il termostato resta fisso come a dicembre. Pare proprio che il calore “scappi” dalle pareti, un fenomeno che i tecnici collegano a un aumento dei consumi, pur mantenendo inalterata la durata di accensione dell’impianto. Il discorso, però, è più complicato della semplice temperatura esterna o delle caratteristiche di isolamento.

Come influisce la temperatura esterna e l’ambiente interno

Se proviamo a spiegare perché il riscaldamento consuma di più a gennaio, la risposta sta nella durata del freddo e nella sua continuità. Le temperature rimangono basse molte ore, e questo obbliga i sistemi a lavorare senza sosta per tenere la temperatura interna stabile. Nei mesi precedenti, al contrario, le oscillazioni termiche sono meno prolungate. Ecco il motivo dell’aumento dei consumi: più ore di lavoro per l’impianto, senza pause.

Gennaio fa aumentare i consumi del riscaldamento senza cambiare le abitudini di casa
Un termostato digitale impostato su “OFF” sul riscaldamento, simbolo del risparmio energetico e della bolletta in aumento. – esseessecostruzioni.it

C’è un dettaglio spesso ignorato: le perdite di calore. Finestre, porte o pareti mal isolate sono i punti dove la casa perde più energia. Con l’umidità che cresce e il clima più severo di gennaio, le dispersioni aumentano. Chi abita in case un po’ vecchie – cosa frequente soprattutto nelle città – lo percepisce bene: serve molta più energia per colmare queste falle, quindi la bolletta cresce inevitabilmente.

Ma non basta. Quando la temperatura cala di molto, gli impianti rischiano di perdere efficienza. Le caldaie datate o non ben controllate tendono a consumare di più proprio nei momenti più freddi. I tecnici del settore lo sottolineano spesso: questa è una delle ragioni che spiega un costo più alto in bolletta, anche senza modifiche nelle abitudini di consumo.

Le abitudini domestiche e le caratteristiche delle abitazioni

Il fattore umano non va sottovalutato. Anche con il termostato inchiodato allo stesso livello, si sta più tempo in casa d’inverno – e questo si traduce in un utilizzo più intenso del riscaldamento. Un problema serio da considerare.

Quasi tutti chiudono porte e finestre a gennaio, per tener fuori il freddo: un gesto scontato, ma che riduce l’areazione. Per non sentire l’aria “stantia”, si ricorre a aperture brevi e più frequenti per il ricambio d’aria. Peccato che ogni volta esca anche il calore accumulato, costringendo di nuovo l’impianto a lavorare di più.

Un’altra cosa da sapere: il calore dentro casa non si distribuisce sempre in modo omogeneo. Spesso l’aria calda schizza verso il soffitto, mentre le persone restano nei punti più bassi, più freschi. Il risultato? Per sentire la casa calda serve alzare il riscaldamento. Un classico.

Da non trascurare la riduzione del calore “indiretto” dato da elettrodomestici e dispositivi: i forni usati meno, i computer che stanno spenti più spesso, le luci sempre spente o ridotte. Questo dettaglio – non da poco – toglie un po’ di supporto naturale all’impianto di riscaldamento.

Quali effetti hanno le caratteristiche tecniche del sistema di riscaldamento

Se parliamo di tecnologia, i consumi aumentano anche per il tipo di impianto usato. In Italia la maggior parte delle case ha caldaie a gas o sistemi simili, che diventano meno efficienti quando fa molto freddo. Ecco allora che l’impianto si fa più energivoro, pur non lavorando più intensamente rispetto a prima.

Chi ha le pompe di calore lo sa bene: la loro efficienza cala quando le temperature esterne scendono sotto i 5 gradi. A quel punto, scatta l’uso delle resistenze elettriche, che consumano parecchio. Chi abita nelle città con inverni più miti o chi si basa su impressioni generali, forse non dà a questo fattore la giusta importanza.

Non va sottovalutato il ruolo della gestione del sistema. Termostati datati, calibrati male o programmati in modo impreciso possono confermare temperature non corrette, portando a sprechi inutili. A gennaio poi gli impianti restano accesi più a lungo, anche di notte, perché si cerca di evitare che la casa si raffreddi troppo. Così i consumi salgono.

Miscelando questi aspetti tecnici con il clima rigido tipico di questo mese, il risultato è un incremento di consumo energetico evidente, anche se nessuno cambia le proprie abitudini. Dalle parti di Milano, Torino o Bologna, il problema è sotto gli occhi di molti, soprattutto quando arriva la bolletta: una spesa che pesa – e non poco – nel bilancio familiare invernale.

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