Quando apriamo il rubinetto per una doccia calda, difficilmente ci fermiamo a pensare ai pericoli che si nascondono dietro un gesto così semplice. Eppure il sistema idrico di casa può diventare un vero e proprio terreno fertile per la Legionella. Un batterio capace di scatenare infezioni respiratorie anche molto serie. Non è più qualcosa che riguarda solo alberghi o edifici pubblici: anche nelle abitazioni private la gestione della temperatura dell’acqua può fare la differenza tra sicurezza e rischio.
La chiave sta nel mantenere l’acqua a una certa temperatura, un dettaglio che molti conoscono poco, perlomeno nel contesto delle famiglie italiane. Il problema si aggrava specialmente quando l’acqua resta ferma, cioè in situazioni di stagnazione o in impianti poco utilizzati: dettaglio spesso ignorato, ma che influisce parecchio sulla diffusione del batterio. Ecco, allora, perché serve attenzione costante, specie nei momenti in cui si usa di più la acqua calda sanitaria.
Parlando di indicazioni ufficiali, le norme sanitarie spiegano chiaramente che è necessario controllare la temperatura e fare manutenzione per limitare la Legionella. Il batterio si trova bene in ambienti tiepidi, tra i 20 e i 50 gradi Celsius, condizioni tipiche di tubazioni poco movimentate o di boiler che non raggiungono temperature sufficienti. Dalle parti di Milano, per esempio, si nota che il problema si fa sentire soprattutto d’inverno: il freddo, unito all’uso frequente dell’acqua calda, mette sotto pressione gli impianti.
La soglia termica e il ruolo della temperatura nella prevenzione
Su quale temperatura mantenere l’acqua? Intanto, si tratta del primo passo più efficace per rallentare, se non fermare, lo sviluppo della Legionella negli impianti di casa. La crescita del batterio si accelera tra i 20 e i 50 gradi Celsius. Sopra questa fascia, la proliferazione si fa più lenta, per fermarsi quasi del tutto dopo i 55 gradi – soglia delicata, da tenere d’occhio anche per sicurezza. Per questo, il sistema di riscaldamento dell’acqua deve assicurarsi che la temperatura sia stabile e sufficientemente alta.

Non è solo questione di alzare il termostato: serve una gestione attenta, dalla caldaia al contatore dell’acqua calda, compresa la pulizia regolare. Le tubature e gli apparecchi usati poco favoriscono la stagnazione dell’acqua – un fattore che aumenta il rischio di batteri. A parlarne sono i tecnici che si occupano di impianti domestici e condominiali: un problema reale sta proprio nel non far girare bene l’acqua.
Perciò, mantenere la temperatura controllata e far scorrere l’acqua con continuità resta la strategia più concreta per evitare guai. In città specialmente, nei mesi invernali, il riscaldamento va sotto sforzo maggiore e il rischio batterico cresce. Chi abita in centro o nelle periferie lo sa.
I punti critici degli impianti domestici: come gestire soffioni e serbatoi
Tra i punti più delicati di un impianto idrico ci sono i soffioni della doccia. Calcare e residui di vario tipo si accumulano rapidamente, formando biofilm che sono un vero paradiso per la Legionella. Una pulizia regolare, che comprenda anche lo smontaggio degli ugelli, è indispensabile, soprattutto dopo un periodo in cui la doccia non viene usata e l’acqua resta ferma.
Anche autoclavi e serbatoi condominiali meritano attenzione, per evitare ristagni pericolosi. Fare manutenzione è una pratica che, a conti fatti, può salvare da focolai batterici fastidiosi e rischiosi. Un gesto semplice – e spesso sottovalutato – è proprio quello di far scorrere abbondantemente l’acqua calda prima di usarla, specialmente dopo pause prolungate. Spesso nessuno lo fa, pur essendo utile a rinfrescare il circuito e a ridurre i pericoli.
Insomma, conoscere e applicare queste accortezze trasforma una routine quotidiana come quella della doccia in una misura di sicurezza da non sottovalutare. In molte case e condomini qui in Italia, dove l’impianto idrico viene spesso dato per scontato, proprio questi dettagli fanno la differenza tra ambiente protetto e situazione a rischio. Il tema della Legionella torna in primo piano solo quando si verificano casi di infezione, ma in realtà la prevenzione richiede un’attenzione continua, senza trascurare la qualità e la gestione delle infrastrutture idriche di casa.
