Imu, bollo auto e tasse RCA: tutte le novità dal 2026 su polizze e premi assicurativi

Imu, bollo auto e tasse RCA: tutte le novità dal 2026 su polizze e premi assicurativi

Franco Vallesi

Gennaio 16, 2026

Dal 2026, le regole sul fronte fiscale per le assicurazioni auto subiranno cambiamenti che impatteranno non poco sulle coperture accessorie legate alle polizze RCA. Tra queste, l’infortunio del conducente e l’assistenza stradale – molto diffuse – vedranno un incremento dell’imposta, il che si tradurrà in un aumento dei costi per gli automobilisti. Una modifica quasi silenziosa, eppure riguarda milioni di contratti attivi in Italia.

Il fulcro della questione sono le aliquote fiscali applicate ai premi assicurativi. Fino ad oggi, alcune coperture accessorie godevano di aliquote più basse rispetto a quelle per il rischio diretto del veicolo. Adesso la normativa cambia rotta: si rimette tutto in fila, riclassificando queste garanzie come parte del rischio veicolare e dunque equiparando la tassazione all’aliquota più alta già valida per le RCA obbligatorie.

Non si tratta solo del premio base, ma anche di garanzie aggiuntive – come l’assistenza stradale – che tanti automobilisti scelgono, soprattutto chi si sposta molto. I tecnici di settore segnalano che molti clienti faticano a cogliere il fatto che l’aumento riguarda anche queste componenti, che spesso si sottovalutano ma sono tutt’altro che marginali.

Come cambiano le aliquote fiscali sulle polizze e cosa comporta per i consumatori

Si applicherà una nuova aliquota unica del 12,5% su tutte le coperture incluse nella RCA, comprese quelle accessorie. Prima, ad esempio, l’infortunio del conducente aveva una tassazione intorno al 2,5%, mentre l’assistenza stradale si attestava sul 10%. Ecco cosa significa: un balzo immediato del peso fiscale su queste garanzie, che renderà i premi più salati a partire dal 2026.

Imu, bollo auto e tasse RCA: tutte le novità dal 2026 su polizze e premi assicurativi
Calcolatrice, penna e foglio con numeri: un’immagine che simboleggia l’aumento dei costi delle polizze auto dal 2026. – esseessecostruzioni.it

Il cambiamento riguarderà allo stesso modo chi stipulerà una polizza nuova dopo il 2025 o chi invece rinnoverà quella in corso. Anche se il premio accessorio è indicato separatamente rispetto a quello obbligatorio, l’effetto fiscale si annulla – quindi l’importo complessivo da pagare salirà comunque. Le compagnie, spesso, non spiegano con chiarezza questa novità, alimentando dubbi tra gli assicurati.

Basta guardare alle grandi città – soprattutto quelle del Nord Italia – dove le tariffe RCA sono già elevate: un aumento uniforme dell’aliquota fiscale peggiorerebbe parecchio la situazione. Dettaglio non da poco: la variazione potrebbe non essere identica in tutto il Paese, perché alcune regioni applicano tariffe e variabili fiscali differenti. Però la tendenza resta chiara e l’aumento sarà avvertito soprattutto nelle zone con più traffico e densità di veicoli.

Altre modifiche fiscali e obblighi per le imprese assicurative

Aggiungiamo un’altra novità normativa: la legge di Bilancio anticipa al 30 giugno la scadenza per il versamento delle imposte sui premi raccolti nei primi mesi del 2026. Una specie di sprint fiscale che costringerà le compagnie a rivedere le loro procedure operative e a comunicare meglio con gli assicurati.

Le imprese dovranno inoltre assicurare una compensazione economica pari almeno a due terzi dell’aumento derivante dall’incremento dell’imposta. Insomma, un impegno diretto verso i clienti, anche se rimangono diversi dubbi su come sarà applicata concretamente questa misura.

Più in là, un altro cambiamento riguarda il versamento dei contributi al Servizio Sanitario Nazionale (SSN): dal 2026, le compagnie anticiperanno l’85% del contributo dovuto entro il 16 novembre di ogni anno, calcolato sui valori dell’anno precedente. Un dettaglio che aggiunge complessità alla gestione finanziaria delle assicurazioni, senza contare che l’anticipo potrà poi essere scalato nei versamenti successivi.

Chi vive in città – e qui chi abita dalle parti di Milano o Roma sa bene – forse non si accorge quanto queste norme potrebbero complicare anche la trasparenza dei contratti. Soprattutto per quanto riguarda il modo in cui viene spiegato il costo delle polizze al consumatore. Nei prossimi mesi sarà interessante seguire l’attività dell’IVASS, l’ente di vigilanza, chiamato a fornire indicazioni chiare per un’applicazione equilibrata delle novità e per mantenere un buon livello di informazione verso gli assicurati.

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