Le agevolazioni confermate e quelle eliminate nel Bonus Casa 2026: cosa cambia per i contribuenti

Le agevolazioni confermate e quelle eliminate nel Bonus Casa 2026: cosa cambia per i contribuenti

Franco Vallesi

Gennaio 15, 2026

Il 2026 conferma le agevolazioni fiscali per chi interviene sulla propria casa, ma porta con sé anche qualche novità sostanziale. Le detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus restano operative, organizzate su due livelli diversi che distinguono tra prima abitazione e seconde case. Il quadro però si complica: alcune misure, come il Superbonus e la detrazione al 75% per interventi contro le barriere architettoniche, vengono ritoccate o del tutto cancellate. Il bonus mobili resta attivo, ma con qualche limite in più da considerare.

Lavorare nel campo della riqualificazione energetica o della sicurezza antisismica significa fare i conti con una burocrazia intricata. Le esigenze fiscali richiedono un’analisi accurata, soprattutto se si vogliono evitare sorprese. La Legge di Bilancio 2026 mantiene in gran parte le detrazioni, spingendo però il meccanismo di riduzione progressiva avanti di un anno. Il risultato? Si allunga la possibilità di godere delle aliquote più vantaggiose. Può sembrare un dettaglio tecnico, però influisce davvero sulle scelte di investimento di tanti contribuenti.

Chi entra nel merito si accorge che conoscere i requisiti – a partire da quelli legati alla residenza e i massimali di spesa – è la base per muoversi con sicurezza. La doppia aliquota resta così com’è: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili. I limiti di spesa ormai consolidati nel settore edilizio non cambiano più di tanto.

Il bilancio delle detrazioni e cosa cambia davvero

Il sistema con cui il 2026 gestisce le agevolazioni per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus funziona su due livelli – e resta invariato. Chi vive stabilmente nell’immobile continua a detrarre il 50%, mentre la quota scende al 36% per chi ha una seconda casa. È un modello ormai parte integrante della politica fiscale edilizia, più rigido rispetto alle versioni precedenti che erano – diciamo – più generose e omogenee.

Le agevolazioni confermate e quelle eliminate nel Bonus Casa 2026: cosa cambia per i contribuenti
Ristrutturazioni e aggiornamenti impiantistici sono al centro delle novità fiscali per la casa, tra conferme e tagli delle agevolazioni. – esseessecostruzioni.it

I limiti di spesa restano gli stessi: 96.000 euro per gli interventi di recupero e efficienza energetica, e 5.000 euro all’anno per comprare mobili e grandi elettrodomestici ad alta efficienza, collegati ai lavori eseguiti. Il bonus mobili, che copre il 50%, è una delle poche agevolazioni che tentano di resistere agli inevitabili tagli distribuiti nel resto del panorama.

Una novità che fa discutere riguarda la riduzione della detrazione per gli interventi sulle barriere architettoniche. Il limite passa dal 75% al 50%, un cambio che incide sull’accessibilità, specie per chi ha difficoltà motorie. Molte famiglie che contavano su questa agevolazione ora si trovano davanti a un problema serio.

Negli ultimi tempi sempre più chi si appresta a lavori edilizi – specialmente in città – tende a sottovalutare come queste regole influenzino non solo la convenienza fiscale, ma anche il valore dell’immobile e le scelte progettuali. Il discorso vale soprattutto per chi punta all’efficienza e alla sicurezza.

Superbonus, proroghe e nuovi orientamenti sul campo

Il 2026 per il Superbonus porta tagli netti. Il 110% resta solo per interventi specifici post-sisma, limitati ad alcune aree colpite nel 2016 – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Attenzione: la proroga riguarda esclusivamente le spese per lavori con procedimenti edilizi avviati dopo marzo 2024, e solo se accompagnati da precise condizioni di cessione del credito o sconto in fattura così come previsto dalla legge.

Altri lavori, anche partiti prima di quella data, sono nel limbo. Il Superbonus nella sua forma più generosa non viene prorogato. Per i privati impegnati nella ricostruzione post-sisma, la normativa prevede l’intervento dei commissari straordinari, che possono aumentare i contributi per coprire spese extra generate dal mancato completamento di lavori agevolabili. Un aiuto non da poco quando si affrontano difficoltà impreviste.

Parallelamente cresce l’attenzione verso il Conto Termico 3.0, il nuovo strumento che sostituisce gli incentivi per impianti termici più datati. Si focalizza su interventi di piccola scala per la sostituzione, spingendo tecnologie moderne che hanno un impatto tangibile sull’efficienza degli edifici. L’intento è selezionare meglio le fonti rinnovabili veramente efficaci, lasciando fuori soluzioni poco trasparenti o frammentarie.

Un cambiamento interessante riguarda anche le volumetrie legate alle operazioni di rigenerazione urbana: per la prima volta, le premialità si applicano anche agli immobili condonati, purché messi a norma dai condoni approvati nel 1985, 1994 e 2003. Un dettaglio non da poco per facilitare il recupero di aree già edificate, mantenendo però i necessari vincoli urbanistici e territoriali.

I nuovi limiti e come muoversi nelle spese familiari

Ogni anno arriva qualche aggiornamento sui limiti di detrazione e le soglie di spesa. A partire dal 2025 è stato introdotto un plafond unico che limita, per famiglia, la somma totale delle spese detraibili – ristrutturazioni, istruzione, contributi previdenziali inclusi – con un occhio particolare ai redditi sopra i 75.000 euro. Chi supera quel livello deve pianificare le spese con più cura, in un contesto dove aliquote e massimali sono meno generosi rispetto agli anni passati.

La questione è particolarmente sentita in ambito urbano, dove molte famiglie hanno più proprietà o usano agevolazioni diverse in contemporanea. Il tetto non è solo un numero: influisce sulle scelte operative, su quali lavori fare e quando. La norma vuole evitare accumuli di agevolazioni insostenibili, mirando a un sistema più equilibrato – che sulla carta dura di più.

Va ricordato che, a prescindere dal numero di immobili o detrazioni, il massimale complessivo per famiglia resta un limite cui attenersi strettamente. La conseguenza? Serve una pianificazione preventiva, specie per chi pensa a interventi di manutenzione, efficientamento energetico o modifiche strutturali. Superare il tetto rischia di far perdere le detrazioni o attivare controlli fiscali fastidiosi.

Insomma, muoversi tra le agevolazioni del 2026 richiede buon senso e precisione. Non basta scoprire quale bonus c’è: bisogna analizzare il profilo fiscale, controllare i vincoli urbanistici e valutare le condizioni specifiche di ogni intervento – soprattutto in città, dove permessi e normative diventano sempre più stringenti.

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