Manovra 2026, bonus edilizi confermati e cancellati: cosa cambia per ristrutturazioni ed ecobonus

Manovra 2026, bonus edilizi confermati e cancellati: cosa cambia per ristrutturazioni ed ecobonus

Franco Vallesi

Gennaio 14, 2026

Il 2026 segna una tappa fondamentale per chi vuole approfittare dei bonus edilizi sulle proprie case. Da quell’anno, le agevolazioni più convenienti cambieranno in modo sostanziale, con incentivi meno generosi a disposizione. Il Superbonus 110%, che ha fatto parlare tanto negli ultimi anni, sparirà definitivamente. Restano comunque attive alcune agevolazioni importanti come l’ecobonus, il bonus ristrutturazione, il sismabonus e il bonus mobili, ma in una forma più ridotta che influirà sul risparmio effettivo per chi ne usufruisce.

La spinta a tagliare gli incentivi arriva soprattutto dalla necessità di contenere le spese pubbliche: il costo crescente di questi bonus non può essere ignorato. Chi vive a Milano o Roma, ad esempio, ha già notato una stretta nelle regole e un controllo più severo sui lavori che possono accedere alle detrazioni. Dunque, si cerca di trovare un equilibrio tra il sostegno alla riqualificazione e la tutela delle finanze statali, per garantire una gestione più sostenibile.

Come cambieranno ecobonus e bonus ristrutturazione

Il trend per il 2026 vede una ulteriore riduzione delle detrazioni fiscali per gli interventi più frequenti nelle case. L’ecobonus, rivolto al miglioramento energetico, resta un riferimento per molte famiglie, anche se con percentuali ridotte: 50% per la prima casa, 36% per la seconda. Il limite massimo di spesa per calcolare la detrazione sarà 96mila euro. Nota interessante: non saranno più ammessi gli impianti a gas, ma soltanto sistemi più moderni e green, come le pompe di calore. Segno di una scelta chiara verso soluzioni più ecologiche.

Manovra 2026, bonus edilizi confermati e cancellati: cosa cambia per ristrutturazioni ed ecobonus
Le parole “Bonus” in tessere di Scrabble delineano il futuro degli incentivi edilizi, tra conferme e cancellazioni in vista del 2026. – esseessecostruzioni.it

Nel frattempo, il bonus ristrutturazioni continua a coprire lavori ordinari e straordinari, sempre con detrazione Irpef da spalmare su 10 anni. Questi due bonus rappresentano ancora il cuore delle agevolazioni per la casa, anche se con un peso meno rilevante rispetto agli anni scorsi. Diverse persone, specie dove le ristrutturazioni sono all’ordine del giorno – tipo nel Centro Italia – si trovano ora davanti a meno vantaggi.

Il ruolo del bonus mobili e del sismabonus tra conferme e limiti

Tra gli incentivi rimasti, il bonus mobili gioca un ruolo specifico ma sempre utile. Offre una detrazione Irpef per chi compra mobili e grandi elettrodomestici, a patto che siano collegati a interventi di ristrutturazione in corso. Il tetto massimo per la spesa è 5mila euro, una soglia non così alta e che a volte passa inosservata. Anche qui, la detrazione si distribuisce in 10 anni, come per altri bonus.

Il sismabonus, invece, riguarda chi vive in zone con rischio terremoti di livello 1, 2 o 3. Questa agevolazione prevede detrazioni del 50% per la prima casa e 36% per la seconda, sempre con un tetto spesa di 96mila euro. Chi abita in molte province del sud o del centro Italia – dove si sa che il rischio sismico non è una semplice teoria – lo apprezza molto. E mentre chi è nelle grandi città può anche non pensarci, in quei territori la sicurezza è una questione pressante.

Quali bonus saranno eliminati e quali sopravvivranno

Un colpo grosso arriva con la cancellazione definitiva del Superbonus 110%, che ha mosso molto il settore edilizio ma si è dimostrato insostenibile per i conti pubblici. Dopo mesi di rinvii e restrizioni, dal 2026 sarà accessibile solo per lavori già iniziati o in zone colpite da terremoti. Insomma, finisce un’era.

Stesso destino per il bonus per le barriere architettoniche, che offriva detrazioni fino al 75% per rendere gli edifici più accessibili. La misura sparisce dal novero degli incentivi: una bella limitazione soprattutto per chi ha bisogno di adattamenti per disabilità o difficoltà motorie – tema che, purtroppo, resta spesso sullo sfondo nelle politiche nazionali.

Il quadro attuale disegna un’Italia alle prese con la difficoltà di coniugare il bisogno di rinnovare e mettere in sicurezza le case con la necessità di tenere a bada la spesa pubblica. Chi in regioni come Toscana o Puglia – dove si ristruttura parecchio – nota già il freno alle iniziative. I progetti rallentano, ma restano attivi alcuni strumenti chiave che, seppure più limitati, garantiscono ancora qualche bonus utile.

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