Con l’arrivo dell’inverno, in molte case – soprattutto quelle più esposte – si pensa spesso di installare doppi infissi per migliorare l’efficienza energetica complessiva. Serve a trattenere meglio il calore, evitando dispersioni e quindi abbassando i consumi. Però, c’è una serie di considerazioni da fare prima di metter mano agli infissi: questioni normative e regole condominiali che, se ignorate, possono creare problemi. Cambiare gli elementi esterni dell’edificio non è una mossa da poco: si tocca un aspetto delicato, regolato da leggi precise e dal regolamento interno del condominio. E allora, serve o no il via libera degli altri condomini?
Non è solo un discorso tecnico, anzi. Ogni volta che si modifica la facciata – con un’infisso nuovo o un doppio – cambia anche l’impatto estetico dell’intero stabile. Il decoro architettonico qui gioca un ruolo importante perché influisce sull’armonia visiva e, alla fine, sul valore degli immobili. Chi vive in città lo vede tutti i giorni: piccoli interventi possono alterare profondamente l’aspetto di un palazzo e, in qualche modo, la qualità del quartiere intero.
Il ruolo del decoro architettonico e le sentenze più recenti
Tra il diritto individuale di cambiare casa e la tutela dell’interesse collettivo c’è un equilibrio delicato. Non è raro che tribunali italiani si trovino a decidere su casi in cui un condomino si oppone a modifiche – infissi nuovi, per esempio – reputate lesionanti per la coerenza estetica generale. Le sentenze di solito non vietano in modo netto questi lavori, ma dicono che ogni caso va esaminato con attenzione, tenendo presente l’unità estetica e il decoro della struttura.

Il suggerimento tacito? Se tutti gli appartamenti adottano la stessa linea – doppi infissi uniformi per stile e materiali – i problemi si riducono quasi a zero. È una questione di coerenza, che limita contenziosi. Al contrario – specie se ogni condomino fa un po’ come gli pare – il rischio giudiziario cresce e, con esso, i costi e le attese delle cause.
Procedura consigliata: dal regolamento alla scelta condivisa
Il primo passo non si può saltare, quello di guardare con attenzione il regolamento di condominio. Cerca se ci sono indicazioni precise su infissi o modifiche alla facciata: spesso si trovano limiti o prescrizioni per evitare scombussolamenti estetici. Ignorare queste norme può portare a contestazioni che, in casi estremi, obbligano persino a tornare indietro.
Il secondo passo, quasi scontato ma spesso trascurato, è portare il progetto in assemblea. Parlarne di persona con gli altri condomini serve a ricevere un parere favorevole oppure a discutere modifiche utili a trovare un accordo. Quando tutti sono d’accordo su materiali e forme, l’intervento risulta condiviso, più rispettoso dell’estetica e, soprattutto, meno problematico.
Chi abita stabilmente in città – magari dalle parti di Milano o nel Nord Italia – lo sa molto bene: la cura dell’estetica delle facciate influisce no poco sulla percezione e sul valore degli immobili. Questo è un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma va valorizzato con attenzione. In più elimina molti rischi di spiacevoli complicazioni legali. Insomma, anche se non sempre serve il consenso formale, affrontare tutto con trasparenza e dialogo in assemblea è la scelta più sicura e rispettosa per le parti comuni.
