Quando la bolletta dell’acqua aumenta, una semplice scelta sotto la doccia riduce i costi del 30%

Quando la bolletta dell’acqua aumenta, una semplice scelta sotto la doccia riduce i costi del 30%

Franco Vallesi

Gennaio 10, 2026

Con l’arrivo dell’inverno, tante famiglie qui in Italia si ritrovano a fare i conti con bollette più salate per il riscaldamento domestico. Il costo per mantenere una temperatura confortevole in casa, insieme all’acqua calda sanitaria, sale velocemente e pesa sul bilancio familiare. Lo si nota soprattutto nelle grandi città, dove le spese di luce e gas tendono a crescere senza sosta nei mesi più freddi. Insomma, cercare modi pratici per abbassare i consumi di energia senza rinunciare al comfort quotidiano diventa una sfida reale, specie se si pensa che l’acqua calda è una delle voci spesso sottovalutate, ma assai rilevanti, tra le spese domestiche.

In molte abitazioni, i sistemi di riscaldamento – dai tradizionali termosifoni alle moderne pompe di calore fino alle stufe a pellet – consumano energia a non finire. Basta poco per risparmiare. Piccoli accorgimenti pratici, che non richiedono spese folli né cambiamenti radicali, possono davvero aiutare. E poi, usare l’acqua calda in modo più attento, soprattutto per l’igiene personale, fa davvero la differenza. Stranamente però, chi abita in case piccole o con consumi elevati spesso non si rende conto di quanto questi gesti quotidiani incidano davvero.

Il valore invisibile di una doccia più breve

Ridurre il tempo della doccia è una delle mosse più semplici per tagliare il consumo di energia. Se si preferisce il bagno, è bene sapere che serve molta più acqua calda: la vasca può richiederne oltre 150 litri. Al contrario, la doccia ne impiega tra i 90 e i 120 litri, ma questo dipende dalla durata e dal tipo di soffione. Diciamo che questa differenza, pur non enorme, pesa non poco sull’energia necessaria per scaldare l’acqua.

Quando la bolletta dell’acqua aumenta, una semplice scelta sotto la doccia riduce i costi del 30%
Dettaglio di un bagno con piastrelle azzurre e un asciugamano appeso. L’immagine suggerisce l’ambiente domestico di cui parla l’articolo. – esseessecostruzioni.it

Fa un po’ riflettere che in inverno si tenda a allungare il tempo sotto il getto caldo per scaldarsi dopo una giornata fredda. Eppure, limitare la doccia a cinque minuti – oppure anche poco meno – può portare a un risparmio consistente, circa il 10-15% sulla spesa per l’acqua calda. La questione non è solo la quantità d’acqua sprecata, ma anche l’energia per riscaldarla, aspetto che chi vive in città – magari dalle parti di Milano o Roma – nota subito durante il freddo inverno.

Un errore abbastanza comune: far scorrere l’acqua prima di entrare in doccia. Uno spreco visibile solo a chi si mette davvero a osservare il proprio consumo. Quel comportamento incide sulle bollette, ecco perché conviene evitarlo. Chi si abitua a prenderci più cura vede scendere il consumo di energia; per una famiglia di quattro persone, il risparmio può andare dai 50 ai 70 euro all’anno. In un momento in cui tutto costa di più, anche pochi euro fanno la loro parte.

Perché lo scaldabagno fa la differenza

C’è poi la questione dello scaldabagno – un elemento che incide parecchio sulla bolletta dell’acqua calda. In Italia la scelta tra diversi modelli è ampia, con differenze evidenti sui costi e l’efficienza. Gli scaldacqua a pompa di calore rappresentano una soluzione avanzata, capace di ridurre il consumo di energia fino al 75% rispetto ai classici scaldabagni elettrici. Il risparmio annuale? Può superare gli 800 euro nelle case dove questa tecnologia viene adottata – e non è cosa da poco.

Chi ha il metano in casa spesso opta ancora per lo scaldabagno a gas: una scelta equilibrata tra spese iniziali e consumi. Non mancano poi interventi semplici e immediati, come montare i riduttori di flusso su rubinetti e docce. Questi dispositivi limitano l’acqua erogata senza scontentare troppo gli utenti. Insomma, un accorgimento modesto che – secondo ricerche recenti – aiuta a tagliare la bolletta energetica.

Alla fine, quello che conta davvero è la combinazione tra scelte tecnologiche più efficienti e comportamenti “di buon senso”. Risparmiare energia in casa aiuta a non far lievitare troppo i costi e – non secondario – contribuisce a ridurre l’impatto ambientale. C’è da dire che è un argomento all’attenzione delle famiglie italiane già da qualche anno, ecco perché molte stanno cambiando abitudini, un segnale chiaro che certe pratiche resteranno anche quando il freddo lascerà il posto alla primavera.

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