Manovra 2026: guida completa al pagamento del Canone Rai con tutte le novità su costi ed esenzioni

Manovra 2026: guida completa al pagamento del Canone Rai con tutte le novità su costi ed esenzioni

Franco Vallesi

Gennaio 10, 2026

Ogni anno, in Italia, milioni di famiglie si trovano a dover fare i conti con il canone Rai inserito direttamente nella bolletta elettrica. Anche se l’importo è fisso e il metodo di pagamento abbastanza consolidato, tanti si chiedono ancora quando e come versarlo, specialmente chi pensa di poter avere diritto a qualche esenzione. La situazione si complica – come spesso succede – perché il sistema sembra quasi immutabile, ma in realtà si arricchisce di dettagli e condizioni particolari che possono cambiare le cose per chi deve pagare o no. Ecco perché, in uno scenario in continuo aggiornamento normativo, capire le novità per il 2026 e come funziona praticamente il canone diventa davvero utile.

Come funziona il pagamento del canone Rai nel 2026

Nel 2026, il pagamento del canone Rai rimane legato alla bolletta dell’energia elettrica della prima casa. L’importo totale è di 90 euro, diviso in dieci rate mensili da 9 euro ciascuna, addebitate in automatico. Lo scopo? Rendere più semplice il procedimento, evitando di dover pagare tutto in una volta e facilitando la gestione dei versamenti per gli utenti.

Manovra 2026: guida completa al pagamento del Canone Rai con tutte le novità su costi ed esenzioni
Un vecchio televisore rosso, abbandonato in un campo, simboleggia il “Canone Rai” e le sue persistenti sfide per i contribuenti italiani. – esseessecostruzioni.it

Chi ha un reddito modesto – pensiamo ad esempio a parecchi pensionati – può chiedere una rateizzazione più ampia. Però, per ottenere questa possibilità, serve presentare una domanda entro determinate scadenze ben precise. Se si perde la data, la richiesta può essere fatta solo più avanti, nei nuovi termini. Un punto fondamentale riguarda la bolletta elettrica: il canone si applica solo se nella casa è attiva una fornitura intestata al soggetto obbligato.

Il sistema automatico così configurato riduce molti casi di mancato pagamento e semplifica molto la vita ai consumatori. Serve però conoscere bene le regole, per intervenire al momento giusto se cambiano le condizioni o se c’è bisogno di fare qualcosa di speciale. Nei centri urbani, ad esempio, la gestione di utenze e canoni è ormai vista come routine – cosa non così scontata altrove, dove le informazioni possono scarseggiare.

Le condizioni e le categorie esentate dal pagamento

Non tutti devono pagare il canone Rai, perché ci sono norme precise che prevedono delle esenzioni. Il caso più comune? Chi dichiara di non possedere alcun apparecchio televisivo o dispositivo simile nelle loro abitazioni intestate a proprio nome. In situazioni di questo tipo, si può inviare una dichiarazione sostitutiva che attesta l’assenza di televisori e così evita la richiesta dell’importo.

Un’altra categoria protetta comprende gli anziani over 75 anni con un reddito totale inferiore a 8.000 euro all’anno, considerando anche il coniuge e gli eventuali familiari conviventi senza un reddito proprio. Questa soglia è piuttosto rigorosa, quindi serve prestare attenzione per rispettare i requisiti e poter ottenere l’esenzione.

Ci sono anche esenzioni per militari impiegati in strutture specifiche, funzionari diplomatici e consolari, oltre a negozianti che riparano apparecchi televisivi come attività principale. Inoltre, gli eredi degli intestatari deceduti devono comunicare tempestivamente la variazione, così da non vedersi addebitare costi non dovuti. Nei contesti urbani, spesso si sottovalutano le scadenze per richiedere l’esenzione, ma non bisogna farlo, pena la perdita del beneficio.

Quando e come richiedere l’esenzione dal canone

Sono diversi i tempi e le modalità per chiedere l’esenzione dal canone Rai, dipendenti dalla categoria di appartenenza. Chi dichiara di non possedere apparecchi tv deve presentare la domanda entro l’inizio dell’anno per ricevere l’esonero per l’intero periodo; altrimenti, la validità coprirà soltanto la seconda metà dell’anno.

Per gli anziani con più di 75 anni, il termine varia in base al mese di nascita e può dare diritto a un’esenzione totale o solo semestrale. Militari, funzionari diplomatici e commercianti che si occupano di riparazioni tv possono inoltrare la richiesta in ogni momento, visto che la legge offre loro maggiore flessibilità.

La dichiarazione va rinnovata ogni anno, tranne in caso di decesso dell’intestatario. Le pratiche si svolgono soprattutto online, con l’identificazione tramite SPID, CIE o CNS, ma esistono anche opzioni come spedizione postale o consegna diretta agli uffici preposti. Chi ha già una dichiarazione valida può mantenere l’esenzione senza doverla rifare, se le condizioni restano inalterate, e questo riduce la burocrazia.

Nel complesso, il canone Rai nel 2026 rimane un tributo stabile, integrato nella bolletta elettrica, con norme chiare per pagamento e esenzione che coinvolgono molte famiglie. Stare al passo con scadenze e procedure non è un dettaglio da poco: serve per gestire bene questa imposta e capire dove si possono applicare esoneri o forme di flessibilità, in un quadro che riflette i diversi modelli di consumo e le varie situazioni sociali degli italiani.

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