3 nuove soluzioni rivoluzionano il bagno: addio piastrelle e fughe per un design inedito

3 nuove soluzioni rivoluzionano il bagno: addio piastrelle e fughe per un design inedito

Franco Vallesi

Gennaio 10, 2026

Nel modo di concepire e rifinire i bagni nelle case italiane, qualcosa sta cambiando parecchio. Per anni, le piastrelle con fughe sono state un’icona, un classico difficile da scalfire. Ultimamente, però, hanno iniziato a cedere il passo a soluzioni più moderne e pratiche. Si parla molto di rivestimenti continui, privi di giunti, che stanno prendendo piede sia tra tecnici del settore sia tra chi ci abita ogni giorno. Poi ci sono i materiali più gettonati: microcemento e resina, capaci di dare uniformità alle superfici e di semplificare la pulizia. Insomma, un cambiamento che – negli ultimi tempi – si fa sentire nelle case italiane.

Il segno più evidente? I numeri: oltre il 25% di crescita nel mercato solo nell’ultimo anno. Non si tratta soltanto di moda o design, ma di un vantaggio concreto: meno sporco e muffa nelle zone umide come i bagni, un problema mica da poco. A dirlo sono anche parecchi operatori dell’edilizia residenziale che sottolineano come il risparmio di tempo nella manutenzione sia spesso decisivo. Poi – quasi come ciliegina – questi rivestimenti vanno d’accordo con tecnologie come il riscaldamento a pavimento e quei sistemi che migliorano l’isolamento termoacustico.

C’è pure un aspetto estetico da non sottovalutare. Nei bagni, spesso piccoli e compatti, le superfici senza interruzioni di solito fanno sembrare l’ambiente più grande e luminoso. Con un risultato evidente: l’allontanamento dallo schema classico delle piastrelle con fughe e l’avvicinamento a un’estetica più pulita e funzionale. Nelle città – soprattutto – questa tendenza si vede ormai con chiarezza, e sta iniziando a farsi strada anche in altri ambienti domestici. Sarà il segno di un cambio di paradigma nel modo di arredare gli interni?

Caratteristiche del microcemento e della resina

Il microcemento e la resina sono entrambi ottimi per ottenere superfici continue, ma hanno peculiarità diverse. Il microcemento è una malta cementizia, arricchita con polimeri, stesa in strati sottili di pochi millimetri. Proprio questa sua natura lo rende resistente all’usura e – cosa importante – all’umidità, che nei bagni non manca mai. Secondo i test fatti in laboratorio, il microcemento mantiene un’impermeabilità superiore al 95% dopo anni di utilizzo, un dato che sicuramente fa piacere a chi punta alla durata nel tempo.

3 nuove soluzioni rivoluzionano il bagno: addio piastrelle e fughe per un design inedito
Dettaglio di un bagno moderno con rivestimenti continui o microcemento, riflettendo le nuove tendenze senza piastrelle e fughe. – esseessecostruzioni.it

Dall’altra parte, la resina – soprattutto quella epossidica – è un materiale sintetico che crea un film continuo e flessibile. La sua elasticità è molto apprezzata in docce a filo pavimento, dove ci sono vibrazioni e movimenti da assorbire senza rischiare rotture. Entrambi resistono abbastanza bene ai graffi e agli agenti chimici usati per la pulizia di tutti i giorni, dettaglio non da poco per mantenere l’aspetto originale. Poi, i costi e la posa cambiano: per installarli servono competenze specifiche, e i tempi sono più lunghi rispetto alle piastrelle tradizionali.

Quanto si spende? In media, si parla di una forbice tra 90 e 160 euro al metro quadrato. Un investimento superiore, certo, però giustificato dall’effettiva durata. Il microcemento dura dai 15 ai 20 anni, mentre le resine epossidiche possono superare i 20 anni, un bel po’ rispetto ai 10-15 anni delle piastrelle standard. Un ulteriore vantaggio sta nella manutenzione: il fatto di non avere fughe riduce fino al 40% il tempo che si dedica alla pulizia settimanale, cosa che chi vive la casa intensamente sa apprezzare.

Non manca qualche contro: vediamo, le superfici senza giunti “respirano” meno. Di conseguenza, prima di metterle, serve valutare bene l’umidità presente nelle strutture per evitare brutti problemi col tempo. Ecco perché affidarsi a professionisti seri, con esperienza, e fare una progettazione attenta ai dettagli ambientali è praticamente obbligatorio.

Dove convengono e quali sono i limiti

Questi rivestimenti si trovano a loro agio su superfici compatte come pareti, pavimenti, piani lavabo o quelle nicchie nelle docce che spesso danno problemi. L’effetto uniforme è evidente e la pulizia diventa più facile, con un rischio minore di infiltrazioni fastidiose. Ma non sempre va bene: in ambienti con grandi sbalzi di temperatura o su supporti instabili – tipo vecchie strutture un po’ malmesse – possono comparire microfessure che rovinano il lavoro.

Alcune ditte italiane hanno già messo a punto sistemi certificati apposta per la casa, con primer elastici e finiture antimacchia particolari. Una risposta proattiva per alzare la qualità delle superfici continue e cercare di risolvere difetti tecnici che si sono presentati. Nel frattempo, progettisti e utenti discutono, con idee diverse: a qualcuno piace l’aspetto minimale e uniforme, altri temono la difficoltà di interventi di riparazione in caso di danno localizzato.

La differenza rispetto alle piastrelle si vede proprio nell’immediatezza della manutenzione. Con le mattonelle si cambiano i pezzi singoli; coi rivestimenti continui, spesso serve un lavoro più impegnativo, compresa la rimozione totale dello strato danneggiato. Chi vive in città però nota che questa tipologia – oltre al bagno – comincia a uscire dagli schemi: cucine, lavanderie, abitazioni moderne ad alta efficienza energetica ne fanno largo uso, per mixare design e funzionalità.

Sulla sostenibilità, si apre uno spiraglio interessante: stanno emergendo prodotti con minerali riciclati e bassissime emissioni di composti organici volatili, cose che rispondono meglio alle leggi e alle aspettative delle famiglie di oggi. Tra qualità dell’aria, risparmio energetico e lunga durata – insomma – sembra proprio che chi progetta e abita stia iniziando a guardare con più attenzione a questo aspetto, sempre più decisivo nelle scelte quotidiane.

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