Pavimenti sottili per rivestire vecchie piastrelle: guida alla scelta tra PVC e SPC di alta qualità

Pavimenti sottili per rivestire vecchie piastrelle: guida alla scelta tra PVC e SPC di alta qualità

Franco Vallesi

Gennaio 9, 2026

Rinnovare il pavimento senza dover mettere mano a interventi troppo invasivi? Sì, si può. I rivestimenti vinilici sono ormai la scelta di chi cerca praticità e rapidità senza troppi sbattimenti. Tra i più gettonati, ci sono il PVC e l’SPC (Stone Polymer Composite): due materiali che fanno parte della famiglia LVT, cioè Luxury Vinyl Tiles. Stessa categoria, ma non uguali. Le loro differenze strutturali sono notevoli e contano parecchio quando i tempi stringono e il risultato deve essere garantito, magari durante una ristrutturazione.

Il bello di questi pavimenti? La posa veloce. Si può scegliere tra incastro flottante, senza colla, o incollare direttamente, con la possibilità di calpestare subito la superficie. Un vantaggio importante, specialmente se la casa è abitata mentre si lavora o ci si vuole evitare fastidi inutili. Però, attenzione: dietro l’etichetta “pavimenti vinilici” il PVC e l’SPC nascondono composizioni e strutture molto diverse, che poi condizionano davvero le prestazioni finali.

Il PVC è più morbido, formato da vari strati di polimeri plastici sovrapposti. Lo si trova in versioni autoadesive o da incollare. Essendo leggero, assorbe i rumori e si adatta meglio a pavimenti che non sono perfettamente piani. L’SPC, invece, è più “duro”: nasce da una miscela rigida di polvere di pietra e polimeri, pensata per resistere meglio agli urti e ai cambi di temperatura. Insomma, è la scelta giusta se l’ambiente è molto trafficato o umido.

Come si posano i pavimenti vinilici su superfici esistenti

Una delle ragioni del successo dei pavimenti vinilici sta nello spessore ridotto, spesso intorno ai 5-6 millimetri. Basta appoggiarli sopra vecchie piastrelle, resine o cemento, senza dover togliere tutto. Così la ristrutturazione si fa più veloce, meno costosa e, non meno importante, più comoda per chi ci vive.

Pavimenti sottili per rivestire vecchie piastrelle: guida alla scelta tra PVC e SPC di alta qualità
Un operaio applica colla su un listello di pavimento in vinile, pronto per l’installazione. Praticità e rapidità chiave nel rinnovo. – esseessecostruzioni.it

Si possono mettere con sistemi ad incastro, quindi a secco, oppure con la colla, senza la necessità di malte o lavori complicati. La superficie è pronta per essere calpestata subito: un bel traguardo se la casa è arredata o si vive in città dove il rumore è già un problema. Serve, però, un sottofondo asciutto, stabile e abbastanza livellato. Le fughe tra piastrelle devo essere strette: meno di 5 mm in larghezza e 2 mm in profondità. Più grandi? In quel caso meglio usare prodotti autolivellanti per evitare sorprese.

C’è poi da valutare il riscaldamento a pavimento. Prima di scegliere, conviene controllare che il pavimento vinilico supporti la temperatura massima richiesta, solitamente non oltre i 27 gradi, altrimenti rischiate deformazioni. Un tecnico esperto in genere posa circa 50 metri quadri in uno, massimo due giorni: tagli e finiture comprese. Se invece si prova il fai-da-te, la cosa si complica. Il tempo può allungarsi, soprattutto con configurazioni difficili o senza gli strumenti adatti. Dettaglio spesso dimenticato, ma non da poco.

Le differenze pratiche tra pvc e spc e come scegliere

C’è chi preferisce il PVC per il comfort sotto i piedi: è più caldo e morbido e attenua i rumori da calpestio. Si trova in tante forme – rotoli, piastrelle, doghe – e innumerevoli finiture che imitano legno, pietra o tessuti. D’altro canto, il PVC si dilata più facilmente con caldo o umidità. Serve un sottofondo ben preparato soprattutto per le versioni da incollare.

L’SPC si fa notare per la sua rigidità, dato che la base è fatta di polvere di pietra: questo garantisce una migliore stabilità dimensionale e maggiore resistenza a usura, urti e sbalzi di temperatura. Carta vincente in luoghi molto calpestati o soggetti a umidità, come bagni o cucine. La posa è soprattutto a incastro “clic”, niente colla; il vantaggio? Se serve, si smonta senza rovinare la base sottostante, un plus per chi non si accontenta. Sul fronte acustico, però, l’SPC è più rigido e meno isolante: allora, si abbina con materassini fonoassorbenti per aumentare il comfort.

Il costo dei due materiali cambia parecchio, anche in base a qualità, marca e finiture: solitamente il PVC costa meno, mentre l’SPC può arrivare a cifre più alte e variabili. L’idea finale? Se si punta al comfort e a un buon assortimento estetico senza spendere troppo, il PVC è la scelta giusta. Se invece serve resistenza e dimensione stabile in ambienti più esigenti, allora conviene l’SPC.

Negli anni recenti sono apparsi pure pavimenti LVT rigidi stratificati che combinano robustezza e un miglior comfort con effetti estetici più curati. Insomma, una via di mezzo interessante che aiuta a rinnovare senza demolizioni: rapidi, efficaci e adattabili a tante situazioni diverse.

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