Quando si parla delle agevolazioni fiscali per l’edilizia, la proroga di vari bonus casa pesa non poco nelle scelte di chi ha in mente lavori domestici nei prossimi mesi. Confermare queste detrazioni significa fare interventi – che siano di ristrutturazione o miglioramento immobiliare – con una spesa meno gravosa. Ecco perché serve sapere con chiarezza quali incentivi restano validi, e quali cambieranno. Per il 2026, le principali agevolazioni edilizie restano praticamente come l’anno precedente. Qualche riduzione, però, è già calendarizzata per gli anni seguenti. Non riguarda solo la casa principale, ma anche gli altri immobili: cambiamenti importanti si faranno sentire dal 2027 e ancor più nel 2028.
Le detrazioni per ristrutturazioni e migliorie energetiche
Di certo, un ruolo centrale lo gioca il Bonus Ristrutturazioni, soprattutto per chi ha in programma lavori di manutenzione straordinaria in edifici residenziali. L’elenco dei lavori ammessi è ampio: dal rifacimento di cucine e bagni, alla sostituzione degli infissi, fino ad ampliamenti o modifiche strutturali più impegnative. Rientrano pure gli interventi per migliorare l’efficienza energetica – come monteresti pannelli solari o sistemi di riscaldamento a basso consumo – e quelli per aumentare la sicurezza, tipo porte blindate o antifurti. Piccola nota: le manutenzioni ordinarie, come tinteggiare o cambiare pavimenti, non rientrano salvo che non siano parte di un progetto più grande di ristrutturazione.

Detto questo, si può detrarre fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, spalmando l’importo su dieci anni. Un dettaglio da non sottovalutare riguarda la percentuale: si applica il 50% solo se l’immobile è – o diventerà entro i lavori – la prima abitazione. Per le seconde case, si scende al 36%. Dal 2027 sono previste nuove aliquote: 36% per la principale, 30% per le altre. Dal 2028 – attenzione – ci sarà un’aliquota unica al 30%. Nel frattempo, il Bonus Mobili si mantiene soltanto se collegato a una ristrutturazione iniziata prima dell’acquisto di mobili nuovi. Il limite è di 5.000 euro e copre il 50% per mobili e grandi elettrodomestici che siano ad alta efficienza energetica.
L’efficienza energetica e la sicurezza antisismica nei bonus
Un capitolo che continua a suscitare interesse è il Ecobonus, dedicato agli interventi che riducono i consumi e migliorano il comfort abitativo. Parliamo di rimborsi fiscali distribuiti in dieci anni e lavori come la sostituzione di serramenti con modelli performanti dal punto di vista termico, l’installazione di schermature solari, sistemi domotici per gestire gli impianti, micro-cogeneratori e impianti ibridi che abbinano pompa di calore a caldaie a condensazione. Nota – che può dispiacere a qualcuno – l’esclusione degli interventi con sostituzione di caldaie a gas con altre alimentate da combustibili fossili, non più incentivati come in passato. Il fondo massimo ammesso è di 60.000 euro per immobile.
Chi si occupa di sicurezza sappia che il Sismabonus rimane attivo fino a fine 2026. Riguarda immobili sia residenziali che produttivi, per lavori di messa in sicurezza antisismica. Si considerano anche attività come classificazioni e verifiche tecniche dell’edificio. I limiti di spesa? Per proprietà privata 96.000 euro, per condomini saliamo a 136.000 euro. Questi interventi richiedono progetti ben precisi e certificazioni tecniche. Spesso non si notano nel quotidiano urbano, ma stanno crescendo in importanza – anche nelle zone a basso rischio sismico, sulla scia di una consapevolezza più diffusa sui veri pericoli.
Come cambiano le agevolazioni e gli errori da evitare
Il quadro complessivo delle agevolazioni presenta alcune novità rilevanti. Il Bonus Barriere architettoniche, che offriva una detrazione al 75%, è sparito, con le relative opere ora inserite nelle detrazioni ordinarie per la casa. Per quanto riguarda il Superbonus, resta solo per gli immobili in zone colpite da eventi sismici a partire dal 2009, con stato di emergenza dichiarato. Parliamo di regioni come l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, dove molti proprietari ormai stanno facendo i conti con questa situazione.
Chi si butta nei cantieri deve guardare bene scadenze e pratiche burocratiche. Un errore comune? Non inviare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), obbligatoria per tanti interventi. Comprarsi mobili prima di ristrutturare o fare un bonifico normale anziché il cosiddetto “bonifico parlante” rischiano di far perdere le detrazioni. Certificati di conformità degli impianti che vengono persi sono un’altra trappola insidiosa. Per chi è alle prime armi con la burocrazia edilizia, sono dettagli da non sottovalutare – fidati.
Il 2026 si presenta così come un anno significativo per sfruttare appieno i bonus casa. Aliquote ancora vantaggiose, norme da conoscere a menadito, scadenze da rispettare: ecco gli ingredienti per muoversi nel grande mosaico degli incentivi senza inciampare. Il settore delle ristrutturazioni e dell’efficientamento energetico sarà sotto la lente, dato che stanno già bollendo in pentola alcune novità fiscali che entreranno in vigore negli anni seguenti.
