Si sente il rumore degli attrezzi e si vedono tubi sparsi, detriti un po’ ovunque: una scena comune quando si decide di togliere la vasca da bagno per mettere la doccia. Non è solo questione di stile. Spesso, nelle case italiane – dove ogni spazio conta – è una scelta quasi obbligata per avere più funzionalità. Tante abitazioni affrontano questo cambiamento: si tratta di una serie di operazioni tecniche e ben organizzate, che definiscono sia tempi che risultato finale.
Chi si chiede quanto tempo ci vuole per sostituire la vasca con una doccia, deve sapere che non è solo togliere una cosa e mettere l’altra. Il lavoro è più complesso, fra modifiche agli impianti idraulici, installazioni precise e lavori di rifinitura. La durata varia anche in base a chi lavora e alle condizioni della casa. Un particolare da non sottovalutare? I tempi di asciugatura dei materiali, che spesso allungano i giorni necessari per finire tutto a regola d’arte.
Come si svolge l’intervento e quali fasi richiede
Prima si toglie la vasca. Diciamo: non è così semplice, spesso si devono rompere anche le piastrelle attorno e controllare bene tubature e scarichi sotto. A volte serve più di un giorno, soprattutto se ci sono problemi tipo tubi danneggiati o se bisogna adeguare impianti ormai vecchi.

Dopodiché tocca all’impianto idraulico, da adattare alle esigenze specifiche della doccia, diversa dalla vasca. Rubinetteria e scarichi devono essere regolati bene, perché l’acqua scorra come deve. Il lavoro degli idraulici qui non si improvvisa, serve far combaciare tutto alle norme previste e preparare l’impianto per il box o il piatto doccia scelto.
Montare il piatto doccia è cosa delicata: sbagliare si rischia di vedere infiltrazioni d’acqua o ristagni, guai grossi a lungo andare. Serve precisione. Poi vanno messi i chiusini: vetri o tende, decidendo con cura materiali e misure. Insomma, occorre bilanciare funzionalità ed estetica, perché nessuno vuole un bagno brutto o scomodo.
C’è un dettaglio che spesso sfugge: il tempo di asciugatura e sigillatura, una fase che può allungare i tempi di qualche giorno, specialmente se l’aria è umida o i materiali usati sono particolari. Proprio lì si gioca la durata finale e la solidità dell’intervento.
I fattori che influenzano la durata dell’intervento e qualche consiglio pratico
Non tutte le sostituzioni durano lo stesso. La dimensione del bagno ha un ruolo importante: nei locali piccoli ogni elemento richiede più attenzione e pazienza, negli spazi grandi si lavora più spediti.
Quanto funziona bene l’impianto idraulico esistente conta molto. Se è vecchio o non ha gli standard giusti, servono interventi extra che fanno slittare i tempi. Capita spesso in case costruite decine di anni fa nel Nord Italia e in tante altre zone. Con un impianto più moderno, invece, si risparmia tempo in cantiere, cosa che gli esperti tengono d’occhio.
Un altro aspetto da tenere presente: il materiale del piatto doccia. Quelli prefabbricati, in resina o acrilico, si montano in pochi minuti, mentre quelli in muratura? Richiedono preparazione lunga, con asciugature e finiture che allungano i giorni lavorativi. Tra l’altro, in inverno o con tanta umidità, la situazione si complica e si deve pazientare di più, per non compromettere la qualità.
Una dritta? Meglio affidarsi a professionisti esperti in questo tipo di interventi: si limitano i disagi e si ottimizzano i tempi. Chi abita in città – dalle parti di Milano o Roma – sa bene quanto sia importante che i lavori procedano spediti. Così il bagno resta inutilizzabile il meno possibile, e la vita quotidiana non va in tilt.
In genere, se tutto fila liscio, si parla di circa una settimana per terminare il lavoro, considerato tutto: demolizione, impianto nuovo, resine, tempi di asciugatura, rifinitura e controlli finali. Ma come spesso succede, la durata cambia in base all’impresa e alle condizioni della casa. Mettere la doccia al posto della vasca non è solo un restyling: è una scelta intelligente per rendere la casa più funzionale. Sempre più italiani ci pensano – e bene – prima di cominciare.
