Sotto l’apparenza di cantieri operativi e campi coltivati come al solito, si nasconde un rischio concreto che spesso passa inosservato: il contatto con l’elettricità . Linee elettriche, siano esse aeree o interrate, diventano un pericolo tangibile per chi lavora a pochi passi da queste infrastrutture – soprattutto in settori come l’edilizia e l’agricoltura. Per questa ragione, sono stati pubblicati due nuovi opuscoli pensati per mettere in guardia e aiutare a migliorare la sicurezza in ambienti dove il rischio non manca mai.
Hanno realizzato queste pubblicazioni enti che si occupano di sicurezza sul lavoro insieme a operatori di energia. L’obiettivo? Far capire come si possono riconoscere e gestire i rischi legati all’interferenza con linee elettriche – spesso invisibili o sottovalutate. Ma non è un discorso che riguarda solo gli esperti: chiunque usi attrezzature vicino a cavi elettrici deve sapere cosa rischia, perché anche un piccolo errore può avere conseguenze pesanti. Lo confermano i tecnici, che segnalano come molte tragedie si spieghino con una semplice disattenzione – fare orecchie da mercante, insomma, non aiuta.
Il rischio elettrico nell’edilizia: gru, betoniere e macchinari in movimento
Basta guardare i numeri tra il 2019 e il 2023 per capire la gravità della situazione: oltre mille incidenti elettrici nel settore edile. La maggior parte? Contatti diretti con parti sotto tensione. Chi guida o lavora vicino a gru, betoniere e piattaforme di lavoro elevabili rischia parecchio. Questi mezzi, un attimo di distrazione, possono sfiorare linee elettriche provocando emergenze spesso molto serie.

Chi lavora nei cantieri di Milano o Roma lo sa bene: un controllo accurato dell’area è una tappa da non saltare prima di cominciare. Non basta guardare in alto e vedere i fili aerei, anzi, i cavi interrati o quelli sulle strutture degli edifici sono spesso – ed è un dettaglio non da poco – i veri nemici nascosti. I protocolli di sicurezza lo ricordano spesso, ma in molte situazioni queste verifiche non vengono fatte con la necessaria costanza. E il risultato? Incidenti evitabili che si ripetono, come una brutta abitudine.
In agricoltura il pericolo nascosto dell’irrigazione elettrificata
Il rischio elettrico non si ferma solo ai cantieri: si estende anche al mondo agricolo, che spesso passa in secondo piano su questo tema. Negli ultimi anni sono stati segnalati diversi incidenti in campagna, alcuni purtroppo mortali, legati a potature fatte con cestelli elevatori o all’uso di attrezzi estensibili. Un elemento spesso trascurato riguarda gli impianti di irrigazione: l’acqua usata nei campi – ricca di sali minerali – fa da cavia per la corrente se si avvicina a linee sotto tensione.
Ecco il nodo: tale combinazione crea zone di pericolo non sempre sotto controllo, e gli addetti nelle campagne – dal Nord Italia alla Sicilia – devono stare attenti a mantenere una distanza sufficiente tra i getti d’acqua e i cavi elettrici. Progettare bene ogni fase dei lavori nei campi o nelle serre aiuta a evitare guai, ma spesso l’attenzione scarseggia. Un problema serio, insomma, per chi si occupa di agricoltura.
Le regole indispensabili per stare lontani dal pericolo
Le due guide mettono in chiaro due principi base per la sicurezza: contatto e distanza. La regola più semplice rimane evitare il contatto diretto mantenendo distanze minime dai cavi sotto tensione. Le normative stabiliscono valori diversi a seconda della tensione: pochi metri per impianti a bassa tensione, anche parecchi metri per linee ad alta o altissima tensione. Per chi lavora nei campi irrigui, ad esempio, i getti d’acqua devono restare distanti almeno un metro dalle linee di media tensione – una precauzione che quanti vivono in città spesso ignorano.
Quando succede un incidente, la procedura da seguire è chiara e rigorosa. Non si deve mai toccare la persona interessata prima di essere certi che l’elettricità sia stata interrotta, altrimenti anche il soccorritore rischia grosso. L’allarme va dato subito, senza tentare di intervenire direttamente; si aspetta poi l’arrivo dei tecnici per togliere la corrente e solo dopo si può aiutare chi è rimasto coinvolto, spegnendo eventuali fiamme o prestando il primo soccorso. Peccato che in molti casi questa sequenza venga saltata, con risultati spesso drammatici.
Negli ultimi tempi, c’è un po’ più di attenzione verso la sicurezza sul lavoro – e questo si vede. Questi accorgimenti stanno iniziando a girare di più nelle realtà italiane, anche se la strada è ancora lunga. Informarsi e prevenire restano la carta vincente per ridurre gli incidenti legati all’elettricità e – cosa più importante – tutelare chi lavora ogni giorno in ambienti con rischi nascosti ma reali.
