Quest’anno il decreto Milleproroghe segna una tappa importante per diversi settori, con un occhio di riguardo all’edilizia. Le norme aggiornate spostano scadenze e modificano procedure che riguardano sia le imprese sia i professionisti del settore. Dalla gestione delle polizze assicurative agli aggiornamenti catastali, ecco come cambiano le regole. In un contesto dove tecnologia e sostenibilità ambientale hanno sempre più peso, gli slittamenti di alcuni termini chiave danno tempo per adeguarsi e respirare, insomma.
Proroghe e incentivi: cosa cambia per l’assunzione e le assicurazioni
Il decreto prolunga di un anno la validità per stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali, dedicate a piccole e microimprese nei settori turistico, della ristorazione e della pesca. Un punto non da poco, considerando che queste coperture affrontano rischi reali come alluvioni o terremoti. La scadenza slitta dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026, dando alle aziende più tempo per organizzarsi e adeguarsi.

Un discorso simile vale per gli incentivi per l’assunzione di giovani e lavoratrici svantaggiate, estesi fino alla fine del 2026 in campo digitalizzazione e transizione ecologica. I bonus prevedono l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali – esclusi quelli Inail – per un massimo di due anni. Nelle Zone Economiche Speciali del Sud, le imprese possono continuare a godere di sostegni fiscali pensati per aumentare l’occupazione locale. Un modo concreto, diciamo, per favorire l’autoimpiego e rinforzare attività produttive strategiche.
Ultimo ma non meno importante: il fondo di garanzia per le Pmi resta attivo fino al 31 dicembre 2026, con coperture finanziarie fino a 5 milioni di euro per singola operazione. In tempi economici ancora incerti, lo strumento pubblico è una vera ancora, soprattutto per chi deve affrontare la ripresa e le sfide di mercato attuali.
Aggiornamenti catastali e semplificazioni energetiche: le novità che impattano le strutture ricettive
Chi gestisce strutture turistiche all’aperto può tirare un sospiro: gli allestimenti mobili per il pernottamento con meccanismi di rotazione non richiedono più l’iscrizione al catasto immobiliare. Fattore che riduce notevolmente la base imponibile per la rendita catastale. Però, le aree attrezzate e non attrezzate destinate a questi alloggi vedranno una rivalutazione del valore catastale, con aumenti rispettivamente dell’85% e del 55% rispetto al mercato ordinario. Stranamente, chi abita in città spesso ignora queste dinamiche, mentre per chi opera nei parchi naturali o sulle coste l’impatto fiscale è tutt’altro che marginale.
Anche la scadenza per aggiornare gli atti catastali legati a mappe e Catasto dei fabbricati è stata rinviata, stavolta dal 15 dicembre 2025 al 15 dicembre 2026. Il motivo? Le operazioni di rilevamento e verifica sono complesse e serviva più tempo, per enti e uffici coinvolti, in modo da evitare scadenze troppo strette e problemi pratici.
Infine, prorogata fino a fine 2026 la procedura semplificata per installare impianti fotovoltaici con potenza fino a 1 MWp, soprattutto in alberghi e centri termali. Un passo notevole per diffondere tecnologie green, specie nelle regioni del Centro e Sud, dove queste soluzioni aiutano l’autonomia energetica e fanno bene all’ambiente.
Norme antincendio e altri rinvii: cosa resta da fare
Per musei, archivi, biblioteche – cioè gli istituti culturali – la scadenza per adeguarsi alle norme antincendio scivola fino a fine 2026. Non stupisce: spesso si tratta di edifici con vincoli storici e burocrazia che rallentano gli interventi e rendono difficile effettuare modifiche rapide.
Sul fronte fiscale, il decreto sposta al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore di tre testi unici: quelli sulla giustizia tributaria, sui versamenti e riscossione, e sull’imposta di registro più tributi indiretti. Inoltre, l’aggiornamento biennale delle sanzioni del Codice della Strada resta sospeso fino a dicembre 2026. Quelle misure – pensate per alleggerire carichi sia per enti locali che cittadini – danno una tregua in un contesto impegnativo.
Insomma, queste proroghe non significano meno responsabilità per imprese e professionisti. Anzi: vanno viste come un modo per adattarsi a situazioni pratiche e ambientali ormai evidenti. Chi vive in città o nelle campagne italiane avverte bene questa fase di passaggio, dove innovazione e rispetto delle norme devono andare di pari passo. Ecco, non è roba semplice.
